Necessario un piano strategico a lungo termine su istruzione e assistenza
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Campagna sui social media per una paternità attiva in occasione dell'Equal Care Day 2026
Essere padre non significa dover ritagliare continuamente “tempo extra”, ma vivere consapevolmente la propria quotidianità insieme ai figli. I bambini traggono grande beneficio dal poter accompagnare i padri nella vita di tutti i giorni – facendo la spesa, nelle faccende domestiche, nel tempo libero o, quando possibile, anche al lavoro.
Proprio in questi momenti condivisi si nasconde un grande potenziale: i bambini imparano non solo attraverso spiegazioni, ma soprattutto osservando. I padri diventano così modelli importanti – mostrano come affrontare le sfide, risolvere problemi, gestire i conflitti, relazionarsi con gli altri e prendersi cura di sé. Queste esperienze concrete favoriscono lo sviluppo di competenze fondamentali e rafforzano la resilienza fin da piccoli.
Per i padri, questo approccio può essere anche un sollievo: non si tratta di organizzare continuamente attività speciali, ma di includere i figli in modo naturale. Così la vicinanza nasce nella quotidianità – in modo autentico, continuo e senza pressione.
Allo stesso tempo, le routine condivise offrono ai bambini orientamento e sicurezza. Sperimentano affidabilità e sviluppano, passo dopo passo, la propria autonomia – semplicemente partecipando alla vita dei loro padri.
Molti padri desiderano essere più presenti per i propri figli, partecipare più intensamente alla loro vita e assumersi maggiori responsabilità. Tuttavia, nella quotidianità questo non è sempre facile.
In tutta Italia, il 68% degli uomini dichiara di non essere soddisfatto del tempo che riesce a dedicare ai propri figli e alla famiglia. Il desiderio di trascorrere più tempo insieme c’è – ma spesso la sua realizzazione è ostacolata dalle condizioni esterne.
Tra queste, il mondo del lavoro rappresenta una sfida importante: orari lunghi, modelli di lavoro poco flessibili, forte pressione sulle prestazioni e il timore di svantaggi professionali rendono difficile un maggiore coinvolgimento nella vita familiare.
Si crea così un divario tra ciò che molti padri vorrebbero vivere e ciò che è realmente possibile nella vita quotidiana. Per cambiare questa situazione, non basta la volontà dei singoli padri: servono anche condizioni favorevoli nel lavoro, nella politica e nella società, che permettano una paternità autentica e soddisfacente.
La relazione tra padre e figlio rappresenta una base importante per la crescita e lo sviluppo personale del bambino.
I bambini hanno bisogno di figure di riferimento affidabili da cui farsi orientare. Un legame stretto con il padre offre sicurezza, rafforza l’autostima e aiuta i bambini a comprendere meglio le proprie emozioni e a gestirle in modo più vario.
Gli studi dimostrano che i bambini con una buona relazione con il padre sono spesso più autonomi, costruiscono più facilmente relazioni sociali e affrontano meglio le nuove situazioni.
La relazione padre-figlio porta spesso con sé qualità particolari: i padri tendono a stimolare maggiormente i bambini a sperimentare, scoprire e anche a mettere alla prova i propri limiti. Ed è proprio questo che favorisce lo sviluppo – dall’autonomia alla capacità di risolvere problemi, fino al coraggio e alla fiducia (in sé stessi).
Anche per i padri questo legame è significativo. Crea vicinanza, connessione e influenza il modo in cui le relazioni vengono vissute – spesso in modo più duraturo di quanto sia immediatamente visibile nella quotidianità.
Il legame padre-figlio non è quindi un aspetto secondario: influisce su come crescono i bambini e su come i padri vivono il proprio ruolo.
L’espressione “Lui mi aiuta molto” viene spesso usata con intenzioni positive. Allo stesso tempo, però, mostra quanto alcuni ruoli tradizionali siano ancora profondamente radicati: come se la responsabilità principale per la cura dei figli e delle figlie, della casa e dell’organizzazione quotidiana spettasse ancora soprattutto alle madri, mentre i padri si limitassero ad aiutare.
In realtà, il lavoro di cura e la gestione della vita familiare riguardano entrambi i genitori allo stesso modo. Essere un padre presente non significa “dare una mano”, ma condividere responsabilità concrete nella quotidianità – dal punto di vista organizzativo, emotivo e pratico.
Il modo in cui vengono distribuiti il lavoro di cura, il tempo e le responsabilità ha effetti diretti sulla vita delle donne. Una distribuzione più equa crea maggiore spazio per la crescita professionale, l’indipendenza economica e la partecipazione sociale e personale. La paternità attiva non è quindi importante solo per le famiglie, ma rappresenta anche una base fondamentale per una società più equa.
Bambini e bambine hanno bisogno di padri che non siano soltanto presenti, ma che partecipino davvero al loro mondo. Padri che ascoltano, fanno domande, condividono emozioni e prendono sul serio anche le piccole preoccupazioni. Gli studi dimostrano che bambini e bambine traggono particolare beneficio da figure di riferimento emotivamente vicine e interessate attivamente alla loro quotidianità.
Per costruire questo legame servono momenti condivisi, ma soprattutto interesse sincero, affetto e la volontà di restare davvero in contatto. Oggi molti padri vivono questa relazione in modo consapevole: nel gioco, durante il rituale della buonanotte o nelle conversazioni sulla quotidianità, sui grandi sentimenti e anche sulle piccole preoccupazioni. Quando bambini e bambine si sentono visti, compresi e accolti, nasce la fiducia — ed è proprio da questa fiducia che cresce il senso di sicurezza.
I padri influenzano figli e figlie in molti modi: attraverso le esperienze condivise, ma anche con il linguaggio, i valori e la cultura che trasmettono ogni giorno. Li accompagnano passo dopo passo nel loro percorso di crescita.
La ricerca mostra che essere padri non significa essere perfetti. Ciò che conta davvero non è fare sempre tutto nel modo giusto, ma esserci con costanza, essere autentici e costruire una relazione vera.
Nel nostro video, un padre altoatesino racconta perché tutto questo è così importante per lui nella vita quotidiana con sua figlia e suo figlio.
Il modo in cui i papà vivono il proprio ruolo è influenzato anche dai modelli di paternità che vedono attorno a sé. Esempi concreti — tra amici, sul posto di lavoro o nella vita pubblica — aiutano a superare stereotipi tradizionali e a immaginare nuovi modi di essere padri.
Quando gli uomini vedono altri papà prendere con naturalezza il congedo parentale, occuparsi della cura quotidiana o organizzare il lavoro mettendo al centro la famiglia, spesso cambia anche il loro modo di vedere ciò che è possibile fare. Per questo il confronto con altri padri e i modelli positivi nella società hanno un ruolo importante nel modo in cui i papà vivono la responsabilità genitoriale.
La paternità attiva non ha effetti solo sulla generazione di oggi. Bambini e bambine che crescono con papà presenti e attenti imparano fin da piccoli che prendersi cura degli altri non è un “compito da donne”. E così, nel tempo, cambiano anche le idee su famiglia, genitorialità e ruoli di genere.
I papà presenti e responsabili non lasciano il segno solo nella vita dei propri bambini e delle proprie bambine, ma contribuiscono anche a un cambiamento culturale più ampio. Nel nostro video, un papà dell’Alto Adige racconta perché scegliere consapevolmente il congedo parentale e accompagnare i suoi bambini e le sue bambine nella crescita è stata per lui una decisione importante.
Per bambini e bambine è importante poter conoscere modi diversi di essere, personalità differenti e tante forme di cura e attenzione. C’è chi trasmette calma, chi creatività. Chi sa ascoltare con sensibilità e chi incoraggia a mettersi alla prova.
Ed è proprio questa una delle forze della famiglia: le persone si completano, condividono responsabilità e costruiscono la relazione, ciascuno a modo proprio.
Per bambini e bambine non è importante che i genitori facciano tutto nello stesso modo o rispecchino un modello preciso. Quello che conta davvero è avere accanto persone presenti, che mostrano interesse, che sappiano dare orientamento, vicinanza e sicurezza.
Nel nostro video, un papà dell’Alto Adige racconta perché, per lui, la famiglia vive proprio di questo: imparare gli uni dagli altri, valorizzare le differenze e crescere insieme.