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Comunicato stampa | 27.10.2025
Essere presenti per la famiglia non deve portare a insicurezza finanziaria nella vecchiaia
Comunicato stampa per l’Equal Pension Day del 28 ottobre 2025
Le donne percepiscono pensioni nettamente inferiori rispetto agli uomini – in Alto Adige fino al 43% in meno in media. La causa principale di questa disparità è la cura della famiglia e dei propri cari, che comporta interruzioni contributive e lavoro a tempo parziale per le donne. In occasione dell’Equal Pension Day del 28 ottobre, l’Alleanza per le famiglie chiede un cambiamento culturale ormai indispensabile.

Occuparsi dei figli e dei familiari è forse uno degli investimenti più preziosi che si possano fare, non solo per la propria famiglia ma anche per la società. Questa forma di cura familiare è la base per la crescita di giovani persone emotivamente competenti, sane e sicure di sé, favorisce una buona convivenza sociale e allo stesso tempo alleggerisce i sistemi educativi, assistenziali e sanitari. Nella maggior parte dei casi, sono le donne ad assumersi questa responsabilità, con grande impegno e senza lasciarsi scoraggiare dalle conseguenze economiche di lungo periodo. In occasione dell’Equal Pension Day del 28 ottobre, Doris Albenberger dell’Alleanza per le famiglie lo riassume così:“Essere presenti per la propria famiglia per tutta la vita non deve significare vivere nell’incertezza economica in età avanzata!”

Responsabilità condivisa invece di carico individuale

Le conseguenze del lavoro di cura familiare non retribuito diventano evidenti soprattutto al momento del pensionamento. Il lavoro a tempo parziale (in Alto Adige l’80% dei contratti part-time è femminile) e le interruzioni dell’attività lavorativa, nonché i periodi privi di contributi previdenziali, portano a pensioni più basse per le donne. Spesso, la pensione percepita non è suƯiciente per vivere. L’Alleanza per le famiglie chiede che questa ingiustizia sociale venga eliminata: “Dovrebbe essere ormai una cosa ovvia riconoscere gli anni dedicati all’educazione dei figli e all’assistenza dei familiari come anni assicurativi ai fini pensionistici. Inoltre, il lavoro di cura all’interno della famiglia dovrebbe essere equamente condiviso 
tra i partner,” aƯerma Gudrun Brugger dell’Alleanza per le famiglie.
Modelli come il pension splitting – previsto per legge in Svizzera e possibile su base volontaria in Austria – prevedono che una parte dei contributi previdenziali del genitore che lavora venga attribuita al genitore che si dedica prevalentemente alla cura dei figli, in modo da ridurre le disparità nei futuri trattamenti pensionistici. Un’ulteriore possibilità concreta per valorizzare economicamente il lavoro familiare svolto e garantirne la copertura pensionistica consiste nei versamenti del partner che lavora a tempo pieno nel fondo pensione complementare del partner che si occupa della famiglia.
All’interno dell’Alleanza per le famiglie vi è unanimità: l’impegno familiare deve essere reso visibile, condiviso e tutelato in modo equo. Solo così donne e uomini potranno invecchiare in condizioni di parità – e solo così la nostra società potrà restare in equilibrio.

Contatti stampa:
Doris Albenberger: +39 366 12 01 858
Gudrun Brugger: +39 328 90 98 167