FORUM VOICES: Media&Violenza - quale rapporto?

bild von mitarbeiter Giuditta Sereni Giuditta Sereni news 6.5.2020 Teilen

Media e società
Oggi giorno non riusciamo più a pensarci senza i media, internet, le piattaforme social, i video giochi ecc. Trascorriamo molto del nostro tempo sui media digitali, per lavoro, divertimento, amicizie, hobby e tempo libero. Soprattutto per i giovani sono fondamentali perché se ne servono per studiare, informarsi, tenersi in contatto con gli amici, giocare insieme o scambiarsi opinioni. In essi possono trovare risposte alle loro domande e un orientamento su come affrontare le sfide della crescita. Soprattutto in adolescenza i media digitali, le marche, gli influencer, sono come fari che danno orientamento. Si instaura un aiuto reciproco fra giovani, dove i ragazzi parlano ai loro coetanei della vita; come affrontare una relazione sentimentale, come truccarsi o vestirsi, giocare partite ai video giochi, diventano modelli per fare ginnastica o per impegnare il tempo libero. A fianco alla vita reale, i media sono quindi diventati anche uno spazio per risolvere importanti compiti dello sviluppo.

L’uso dei media
Accanto a tutte queste opportunità ci sono anche degli aspetti critici legati all’uso di questi strumenti digitali. Il bisogno e la necessità di essere sempre presenti sui media digitali per non perdersi niente di quello che succede, per poter dire la propria in tempo reale, far sapere di essere sempre raggiungibili ad ogni squillo dello smartphone. Meccanismi che ci possono creare ansia di rimanere senza connessione mobile, paura di essere tagliati fuori dalle reti sociali, insonnia per restare tutta la notte in chat, agitazione se abbiamo dimenticato a casa il cellulare e il bisogno incontrollato di tornare a prenderlo, anche se facciamo tardi al lavoro o a scuola.
 
Non tutti i contenuti della rete sono positivi
I ragazzi passano molto del loro tempo sui media digitali, la maggior parte del tempo in occupazioni divertenti, interessanti e stimolanti per la loro crescita. Possono però, soprattutto i più piccoli, incappare in contenuti inadeguati alla loro età. Navigando sui siti, sulle piattaforme digitali o nelle chat possono scontrarsi con proclami razzisti, incitamento all’odio o a sfide estreme, violenza verbale, cyberbullismo. Non meno pericolose sono le notizie non veritiere fake news, che si trovano in rete e favoriscono allarmismi sconsiderati, suscitano insicurezze perché non si sa più a cosa credere.

Uso dei media come causa del ritiro sociale?
Molti ragazzi arrivati ad un certo punto della loro vita, soprattutto in adolescenza, quando le richieste diventano innumerevoli e stressanti, decidono di isolarsi e di non voler più avere contatti con il mondo esterno. Si chiudono in casa, nella loro camera, e non escono più. I contatti con gli stessi genitori sono molto limitati e difficoltosi. Nasce la domanda; ma è veramente l’uso di internet, dei social media, dei video giochi la causa dall’isolamento sociale? Molti dei ragazzi ritirati sociali, hanno scelto di isolarsi perché non se la sentivano più di far fronte a tutte le richieste che la società richiedeva loro. Impegno a scuola, stress da allenamenti, compiti di sviluppo pressanti, relazioni difficili con i compagni, inadeguatezza nelle relazioni sentimentali. Tutti sentimenti molto forti ai quali non hanno più saputo dare la risposta che tutti si aspettavano. Per questi ragazzi l’uso dei media digitali diventa una possibilità per esserci, per dire le loro opinioni, per parlare di se e di quello che per loro è importante, per coltivare amicizie e instaurare nuove relazioni. Una porta sul mondo, dove si sentono adeguati, capaci ma soprattutto se stessi. La mediazione dello schermo per loro è una fonte di sicurezza che li aiuta a sciogliersi, sentirsi più sicuri. In casa protetti possono sperimentare se stessi nel mondo con i loro tempi e modi senza stress.

Alcuni consigli per genitori:
Staccare la spina del pc, proibire di usarlo o nasconderlo non risolve il problema, nemmeno sgridare, arrabbiarsi, o farli sentire in colpa è una buona strategia.
  • Cercate di non abbandonare mai il dialogo anche se fatto fuori dalla porta della loro stanza
  • Capite i motivi e i perché della decisione di isolarsi
  • Non abbiate fretta ma molta pazienza. Questa è una situazione che potrebbe necessitare di tempi lunghi per avere dei minimi risultati
  • Siate contenti anche di piccoli spiragli di apertura, un passo alla volta
  • Fatevi aiutare da esperti, che vi potranno consigliare sul modo migliore per interagire con i ragazzi
Cyberbullismo
Un fenomeno con il quale i ragazzi si trovano spesso a fare i conti in rete. Il cyberbullismo, è una forma di violenza psicologica negli spazi virtuali, tramite smartphone, computer e tablet. I contenuti pubblicati sono spesso difficili da cancellare. Può avvenire in qualsiasi momento del giorno e della notte e per questo motivo è emotivamente molto stressante per chi ne è colpito, che si sente impotente e alla mercè degli altri. L'anonimato di Internet contribuisce a far sì che gli attori si sentano protetti e gli attacchi siano intensi e spesso continui. Molti ragazzi che scelgono di isolarsi socialmente, lo fanno anche perché sono vittime di bullismo o di cyberbullismo a scuola, nelle associazioni sportive o di tempo libero. Non hanno gli strumenti e le capacità per difendersi e preferiscono proteggersi isolandosi. Se non sono più fisicamente visibili, non possono più essere presi di mira, derisi o feriti.
 
A cosa possono andare incontro le vittime di cyberbullismo:
  • messaggi violenti e volgari
  • molestie come messaggi insultanti mirati a ferire
  • minacce di violenza fisiche
  • pettegolezzi e denigrazione
  • pubblicazione di foto intime e personali, di informazioni private, confidenze o foto ritoccate per ridicolizzare
  • esclusione da un gruppo online, da una chat o da un gioco interattivo
Cosa possono fare i genitori:
  • non lasciare i giovani ad esplorare da soli i mondi digitali
  • essere curiosi e scoprire insieme i contenuti digitali
  • essere sensibili al mondo dei giovani
  • parlare delle proprie preoccupazioni
  • parlare con i giovani dei contenuti problematici che possono trovare in rete
  • proporre e sostenere altre amicizie, contatti sociali, attività
  • aiutare a non reagire agli attacchi dei provocatori
  • rassicurare la vittima che non è colpa sua ed evitare di aumentare i sentimenti di vergogna
  • far cancellare i contenuti dalle piattaforme digitali dopo avere tenuto prove sicure con screenshot o foto
  • non contattare gli attori, le attrici o i loro famigliari
Anche nel caso del cyberbullismo il divieto di utilizzare i media, telefoni cellulari e altri mezzi di comunicazione raramente ha successo. Togliere la possibilità ai/le ragazzi/e di avere accesso alla rete sarebbe come impedire loro di
stare in contatto con il mondo fatto di relazioni e di emozioni. Ciò sarebbe ben peggio del rischio di andare incontro a episodi di cyberbullismo.

Nell’utilizzo dei media è importante la presenza dei genitori.
Come genitori pensate a quando avete insegnato ai vostri figli ad andare in bicicletta. Li avete aiutati a salire in sella, ad andare diritti e a frenare, a padroneggiare il mezzo. Poi però non li avete abbandonati per strada senza avvertirli delle norme, regole e pericoli della circolazione stradale.
E’ vero che i ragazzi oggi giorno possono essere tecnicamente più esperti, ma gli adulti hanno ancora la possibilità di condividere con loro le buone norme, regole e valori soprattutto quando si tratta dell’educazione all’utilizzo dei media digitali.
 
Christoph Mich
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